Tutte le norme UNI a disposizione dell’industria

norme uni

Fino al 31 dicembre 2016 le 150’000 imprese aderenti al sistema confindustriale avranno totale accesso ai testi integrali delle norme UNI (e dei recepimenti di norme europee EN nonché delle adozioni di norme internazionali ISO; testi in vigore ed edizioni ritirate e/o sostituite).
Si tratta di circa 40’000 documenti tecnici – organizzati – che stabiliscono lo “stato dell’arte” di prodotti, processi, servizi e professioni di fondamentale importanza per le imprese:
• con certificazioni di sistema e di prodotto (a supporto delle quali sono richieste le norme in originale o servizi equivalenti che ne garantiscano la disponibilità);
• che rispettano specifiche tecniche nella produzione di beni e servizi (per soddisfare le richieste di conformità da parte dei clienti/committenti privati e pubblici, nonché delle autorità di controllo);
• che desiderano essere più competitive, migliorare e innovare i prodotti, servizi e processi, aumentare la sicurezza e ridurre l’impatto ambientale.
Il tutto a un costo inferiore a quello di un caffè al giorno.

L’accordo – siglato il 29 gennaio ma entrato in vigore in questi giorni – prevede l’accesso all’archivio delle norme 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, da qualsiasi dispositivo collegato a internet. L’aggiornamento avviene in continuo. L’abbonamento dà diritto alla consultazione dei testi integrali delle norme ma non al download dei file né alla stampa. La consultazione decorre dalla data di attivazione e resta attiva fino a tutto il 31 dicembre 2016.

Facilitare l’accesso alle norme significa aiutare il Paese a crescere: la normazione tecnica infatti contribuisce al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del sistema socio-economico perché fornisce gli strumenti di supporto all’innovazione tecnologica, alla competitività, alla protezione dei consumatori, alla tutela dell’ambiente, alla qualità di prodotti, servizi e processi.

Nei Paesi in cui l’applicazione delle norme tecniche è più diffusa e consolidata (Germania, Francia, Gran Bretagna) la quantificazione dell’effetto sull’economia varia dallo 0,3% allo 0,8% del PIL, inoltre una ricerca ISO attribuisce al rispetto delle norme tecniche fino al 50% del fatturato aziendale e circa il 10% della redditività delle imprese, evidenziando che il maggiore vantaggio lo hanno le micro e PMI, per le quali la normazione è il principale strumento di trasferimento e diffusione della conoscenza.
In particolare, le più recenti ricerche inglesi (CEBR 2015) quantificano in oltre 8 miliardi di sterline l’effetto della normazione sulla produttività del lavoro, in oltre 6 miliardi di sterline l’aumento delle esportazioni e in aumenti di fatturato tra 1,7% e 5,3% in specifici settori come aerospazio, difesa, alimenti e bevande…. In Germania e Francia l’effetto della normazione è stimato nell’ordine dello 0,7–0,8% del PIL (DIN 2011 e AFNOR 2009) fino a raggiungere 1% in Nuova Zelanda (BERL 2011). Questi risultati sono stati raggiunti grazie al pieno coinvolgimento della normazione tecnica nelle politiche economiche dei Governi.

Secondo il Direttore Generale Confindustria Marcella Panucci “Confindustria sostiene e riconosce il ruolo della normazione per la costruzione del mercato interno europeo e per la concorrenza. I numerosi esempi di valorizzazione della normazione in Paesi nostri diretti concorrenti deve farci interrogare sulla possibilità che il Governo adotti comportamenti analoghi: quello che serve è un maggiore supporto”.

Secondo il Presidente UNI Piero Torretta “La normazione è sviluppo consapevole delle regole, una rete di conoscenza condivisa che nasce dal basso, dall’autoregolamentazione dei problemi tecnici, organizzativi e sociali del mercato in cui opera. Questo accordo la mette a disposizione degli operatori che potranno essere più facilmente informati e aggiornati nel rispetto dello standard qualitativo condiviso”.

Per maggiori informazioni sulla Convenzione: www.uni.com/accordoConfindustria